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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Decretum Congressus del 07.07.1970, Prot. N. 574/69 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta S. Congregatio pro Clericis
Oggetto Iurium
Pubblicazione Apoll 43 (1970) 524-526
IC 12/23 (1972) 55-56
LE IV, n. 3881
Per 60 (1971) 337-340
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Traduzioni angl., Digest VII, 275
Contenuto Massae capitularis. Recursus admittitur ad disceptationem.
Fonti 
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Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
[CIC/1917] 101 § 1; 397, n. 4; 410;  
Christus Dominus n. 27;  
Presbyterorum Ordinis n. 20;  
Ecclesiae Sanctae n. 8; nn. 15-18
Massime
1. Statuta de rebus ad Capitulum spectantibus agunt secundum et praeter, non vero contra ius commune. Itaque Statuta, quae post Codicem emendata non sunt nec eiusdem praescriptionibus sunt contraria, abrogata dici non possunt.
1. Gli Statuti che riguardano il patrimonio del Capitolo trattano secondo il diritto comune o al di fuori del medesimo, ma non contro il diritto comune. Così gli Statuti che dopo il Codice non sono corretti e non sono contrari alle prescrizioni del medesimo Codice, non possono ritenersi abrogati.
2. Donec igitur nova Statuta emendata et approbata vigere inceperint, status quo veterum Statutorum, non exclusis distributionibus, in Capitulo sustinendus est (in casu impugnata decreta tum Curiae Romanae Dicasterii tum Episcopi intenderunt, normas peculiares Statutorum Capituli mutare, quin tamen via iuris ordinaria adiretur, h.e. quin ageretur per actum capitularem ab Episcopo approbatum vel per nova Statuta in forma iuris condita).
Cf. maximae prot. n. 574/69 CA - SD
2. Finché pertanto i nuovi Statuti corretti e approvati incominceranno a vigere, si deve sostenere nel Capitolo lo stato dei precedenti Statuti, non escluso il sistema delle distribuzioni (nel caso gli impugnati decreti sia del Dicastero della Curia Romana sia del Vescovo intesero mutare norme peculiari degli Statuti capitolari, ma senza percorrere la strada ordinaria del diritto, ossia senza procedere attraverso un atto capitolare approvato dal Vescovo oppure attraverso nuovi Statuti costituiti in forma giuridica).
Cf. massime prot. n. 574/69 SD

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini