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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Decretum Congressus del 17.03.1983, Prot. N. 14220/82 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta S. Congregatio pro Religiosis et Institutis Saecularibus
Diocesi Mexicana
Oggetto Dimissionis
Pubblicazione W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae, 87-91
LE VI, n. 4961
G. Lobina, «La motivazione dei decreti amministrativi», ME 108 (1983) 285-287
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Traduzioni angl., W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae, 87-91
Contenuto Recursus non admittitur ad disceptationem.
Fonti 
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Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC can. 703
[CIC/1917] 101; 105
653
Massime
1. In can. 653 agitur de casu pro quo non praescribitur ordinaria ratio procedendi et remissio ad saeculum non est vera et definitiva dimissio sed potius temporanea et provisoria dispositio ad praecavendum damnum religionis, dum definitiva decisio ad Sanctam Sedem pertinet.
1. Il can. 653 riguarda un caso per il quale non si prescrive l’ordinaria procedura e nel quale la espulsione non è una vera e definitiva dimissione, ma piuttosto una temporanea e provvisoria disposizione volta ad evitare un danno per l’istituto religioso, mentre spetta alla Santa sede la definitiva decisione.
2. Quando agitur de consensu Consilii acquirendo, nulla subscriptio ex parte consiliariorum necessaria est, quia unicus auctor decisionis est Superior.
2. Quando si tratta del consenso da ottenere dal Consiglio, non è necessaria alcuna firma da parte dei consiglieri, perché l’unico autore della decisione è il Superiore.
3. Decisio impugnata, cum lata fuerit ad normam sive iuris communis sive iuris specialis (cf. can. 653), cui sodalis per professionem religiosam sponte se subiecit, nullum ius nec famam et iura humana ipsius sodalis laedit.
3. La decisione impugnata, data a norma del diritto comune e del diritto speciale (cf. can. 653), al quale il sodale nella professione religiosa spontaneamente si è sottomesso, non lede alcun diritto né fama e diritti umani del medesimo sodale.
4. Intempestiva editio ex parte Congregationis pro Religiosis et Institutis Saecularibus – post scilicet 15 menses – illegitima haberi nequit, cum nullibi praescribatur terminus intra quem Dicasterium decisionem de qua in can. 653 ferre debet (in casu causa intempestivitatis, a recurrente denuntiatae, fuit spes resipiscentiae ex parte illius).
4. La tardiva decisione della Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari – dopo cioè 15 mesi – non si può considerare illegittima: in nessun luogo si prescrive il termine entro il quale il Dicastero deve emettere la decisione di cui al can. 653 (nel caso la causa del ritardo denunciato dal ricorrente fu la speranza in un sua resipiscenza).
5. Quaevis exceptio circa assertum contemptum iuris defensionis adduci nequit attento can. 653 et perspectis gravitate ac publicitate facti.
5. Nessuna eccezione circa l’asserita violazione del diritto di difensa si può addurre secondo il can. 653 e considerate la gravità e la pubblicità del fatto.
6. Causa motiva impugnatae decisionis de qua in can. 653 invenitur in gravi periculo scandali externi (in casu agitur de furto ingentis summae ex arca cuiusdam Collegii cum minis incusationis apud magistratus civiles contra Institutum religiosum).
6. La causa motiva della decisione impugnata di cui al can. 653 si rinviene nel grave pericolo di scandalo esterno (nel caso si tratta del furto di una ingente somma dalla cassa di un Collegio con la minaccia di una denuncia presso i magistrati civili contro un istituto religioso).

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini