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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Decretum definitivum del 07.06.1986, Prot. N. 15573/83 CA


Parte attrice Rev.dus X
Parte convenuta Congregatio pro Religiosis et Institutis Saecularibus
Oggetto Dimissionis
coram Sabattani
Pubblicazione W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae, 165-186
ME 112 (1987) 273-281
P.V. Pinto, Diritto amministrativo canonico, 474-480
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Traduzioni angl., W.L. Daniel, Ministerium Iustitiae, 165-186
Contenuto De recursu adversus decretum reiectionis a Congressu latum. Recursus non admittitur ad disceptationem.
Fonti 
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Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC can. 696
Concordatum inter Sanctam Sedem et Rempublicam Columbianam [1975] Art. XIX
Evangelica testificatio n. 28
[CIC/1917] 1562
Massime
1. Votum oboedientiae, quod praestantissimum est inter vota religiosa, libera est promissio Deo facta obsecundandi Superiori competenti et legitime praecipienti in omnibus, quae secundum Constitutiones praescribit. Obiectum voti complectitur praecepta stricte talia, ea scilicet quae Superiores competentes imponere intendunt vi voti oboedientiae, quae conscientiam sodalis ligat. Non omnia proinde praecepta Superioris vi voti obligant sed ea quae ex voluntate Superioris, ex eius verbis aut ex ipsis Constitutionibus desumenda talem vim habere intendunt.
1. Il voto di obbedienza, che è il più importante tra i voti religiosi, è la promessa libera fatta a Dio di conformarsi al Superiore competente che legittimamente comanda in tutto ciò che prescrive secondo le Costituzioni. L’oggetto del voto comprende i precetti strettamente tali, ossia quelli che i Superiori competenti intendono imporre in forza del voto di obbedienza, che lega la coscienza del sodale. Non tutti pertanto i precetti del Superiore obbligano in forza del voto, ma solo quelli che per volontà dei Superiori, da desumere dalle parole o dalle stesse Costituzioni, intendono avere tale forza.
2. Certocertius praeceptum quo sodalis ab una ad aliam domum vel ad aliud munus transfertur grave est, praesertim si repetitum aut confirmatum, reluctantia sodalis minime obstante.
2. Certamente è grave il precetto con il quale un sodale è trasferito da una ad un’altra casa o ad un altro ufficio, soprattutto se ripetuto o confermato, nonostante la riluttanza del sodale.
3. Oboedientia autem non est absoluta et indeterminata, sed certis limitibus circumscribitur. Religiosi ergo strictam obligationem exigere valent in iis quae sunt secundum Constitutiones vel saltem implicite et indirecte in eis continentur vel ad eas reducantur ut media ad finem, non in iis quae sint supra, contra, infra Constitutiones.
3. L’obbedienza però non è assoluta e indeterminata, ma è circoscritta in limiti definiti. I religiosi dunque possono richiedere lo stretto obbligo in ciò che è secondo le Costituzioni o almeno contenuto in esse implicitamente e indirettamente o ad esse si riduce come mezzi al fine, ma non in ciò che sia sopra, contro o al di sotto delle Costituzioni.
4. Si aliquando conflictus exsurgat inter conscientiam religiosi et praescriptum Superioris, adhortatio apostolica “Evangelica testificatio” sub num. 28 indicat modum sese gerendi talibus in adiunctis.
4. Se poi sorgesse un conflitto tra la coscienza del religioso e il prescritto del Superiore, l’esortazione apostolica “Evangelica testificatio” al num. 28 indica il modo di comportarsi in tale frangente.
5. Sodalis Instituti vitae consecratae caret non tantum capacitate agendi sed etiam ipsa capacitate iuridica in petenda coram tribunali civili declaratione nullitatis alienationis immobilium a competentibus Superioribus peractae: hoc autem desumitur a fortiori a praescripto can. 1652, de causis coram tribunali ecclesiastico cavens (in casu non est ad rem art. XIX Concordati inter Sanctam Sedem et Rempublicam Columbianam, cuius applicatio praesupponit iuridica recurrentis capacitatem).
Cf. maximae prot. n. 15573/83 CA – DC.
5. Il sodale di un Istituto di vita consacrata manca non solo della capacità di agire, ma anche della stessa capacità giuridica di chiedere ad un tribunale civile la dichiarazione di nullità di una vendita di immobili effettuata dai competenti Superiori: ciò si desume a fortiori dal prescritto del can. 1652 che tratta delle cause di fronte ai tribunali ecclesiastici (nel caso non è pertinente il richiamo all’art. XIX del Concordato tra la Santa Sede e la Repubblica di Colombia, la cui applicazione presuppone la capacità giuridica del ricorrente).
Cf. massime prot. n. 15573/83 CA – DC.

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini