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Giurisprudenza della Segnatura Apostolica in materia contenzioso-amministrativa
 
 

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
Sententia definitiva del 02.06.1990, Prot. N. 19391/87 CA


Parte attrice Comes von Deym
Parte convenuta Congregatio pro Clericis
Diocesi Passavien.
Oggetto Iuris patronatus
coram Stickler
Pubblicazione M. Ambros, Verwaltungsbeschwerde und Verwaltungsgerichtsbarkeit. Die Effizienz des kirchlichen Rechtsschutzes gemessen an einem Passauer Patronatsstreit, Paderborn 2016, 465-479
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Traduzioni germ., M. Ambros, Verwaltungsbeschwerde und Verwaltungsgerichtsbarkeit. Die Effizienz des kirchlichen Rechtsschutzes gemessen an einem Passauer Patronatsstreit, Paderborn 2016, 465-479
Contenuto Constat de violatione legis in procedendo vel in decernendo.
Note Cf. decreta impugnata, M. Ambros, Verwaltugsbeschwerde una Verwaltungsgerichtsbarkeit. Die Effizienz des kirchlichen Rechtsschutzes gemessen an einem Passauer Patronatsstreit, Paderborn 2016, 459-464.
Cf. «Voto del Promotor iustitiae deputatus Rvdmo P. Velasio De Paolis, 25 julio 1989. Derecho de patronato», Ius Communionis 6 (2018) 353-365; comm.: M. Amntod, «El servicio del Promor iustitiae en el hallazgo de la verdad y en la promoción de la justicia en la dinámica del proceso administrativo en la Signatura Apostólica», ibid., 367-393.
Fonti 
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Legenda
 
Canoni del Codice 1983
Sono riportati nelle fonti tutti i canoni che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
Sono riportati in grassetto i canoni che costituiscono l’oggetto principale della decisione o sui quali la decisione enuncia un principio di interpretazione.
Sono riportati in corsivo i canoni del Codice 1983, che
- non appaiono nel testo della decisione ma dei quali la decisione tratta;
- sono corrispondenti a canoni del Codice 1917, de quali la decisione, anteriore al 1983, tratta.

Altre fonti
Sono riportate tutte le fonti che si leggono nella parte in iure e nella parte in facto delle decisioni.
CIC cann. 4; 76 § 2; 78; 80; 80 § 1; 83 § 2; 158 § 1; 158 § 2; 523
[CIC/1917] 1186; 1448; 1450; 1451; 1454; 1455; 1469 § 1, n. 2; 1469 § 1, n. 3; 1470; 1471
Ecclesiae Sanctae n. 18 § 1; n. 18 § 2
Massime
1. Nova legislatio ius patronatus per se non suppressit. Ex normis (Litteris scilicet Apostolicis motu proprio datis Ecclesiae Sanctae) concluditur quod privilegia onerosa omnia eximuntur ab abrogatione. Nam ex eorum suppressione etiam onera, pro quibus privilegia concessa erant, supprimerentur quod saepe in grave damnum Ecclesiae fieret. Quod ergo dicitur de «consuetudinibus» quae abrogantur et de «iuribus» quae tolluntur circa nominationem, electionem et praesentationem presbyterorum ad officia aut beneficia paroecialia non extendi debet ad privilegia onerosa cum patronatu conexa. Privilegium enim onerosum oritur ex contractu implicito, constituit ergo strictum ius inter partes. Ecclesia huiusmodi iura semper magni habebat, praesertim si laicis data fuerunt pro oneribus in favorem Ecclesiae assumptis.
1. La nuova legislazione non ha soppresso per se il diritto di patronato. Dalle norme, ossia dalla Lettera apostolica motu proprio data Ecclesiae Sanctae, si desume che tutti i privilegi onerosi sono esclusi dalla abrogazione. Infatti dalla loro soppressione scaturirebbe la soppressione anche degli onere, per i quali i privilegi erano stati concessi, ciò che spesso ridonderebbe a danno della Chiesa. Quanto si dice delle «consuetudini» che si abrogano e dei «diritti» che si eliminano circa la nomina, elezione e presentazione di presbiteri ad uffici o benefici parrocchiali non deve essere esteso ai privilegi onerosi connessi con il patronato. Infatti il privilegio oneroso sorge da un contratto implicito e costituisce perciò stretto diritto tra le parti. La Chiesa ha sempre rispettato tali diritti, soprattutto se furono conferiti a laici in vista di oneri assunti in favore della Chiesa.
2. In quaestione solvenda utrum, nempe, patronatus onerosus sit an non onerosus, non onerositas a parte resistente probari debet.
2. Nella soluzione della questione se il patronatoi sia o no oneroso, è la parte resistente che deve provare la non onerosità.
3. Reductio onerum quavis ratione effecta, sive quia haec onera ab aliis praestantur sive quia alia ex causa deficiunt, non derogat privilegio, quatenus patronatus speciem contractus inter partes constituit, qui certo certius numquam unilateraliter auferri potest. Item non derogatur privilegio si numquam ab Episcopo de obligationibus patronatus neglectis Patronus monitus est, neque Patronus ipse alias obligationes neglexit modo quo iuxta ius canonicum ius patronatus cessat.
3. La riduzione degli oneri per qualsiasi ragione effettuata, sia perché questi oneri erano assicurati da altri, sia perché venuti meno per altra causa, non derogano al privilegio in quanto il patronato costituisce una specie di contratto tra le parti, che senza dubbio non può mai essere tolto unilateralmente. Allo stesso modo non si deroga al privilegio se il Vescovo non ha mai ammonito il Patrono per aver trascurato gli obblighi del patronato, e se il Patrono stesso non ha trascurato altri obblighi nel modo che il diritto canonico prevede per la cessazione del diritto di patronato.
Commenti M. Ambros, Verwaltungsbeschwerde und Verwaltungsgerichtsbarkeit. Die Effizienz des kirchlichen Rechtsschutzes gemessen an einem Passauer Patronatsstreit, Paderborn 2016

Autore delle massime in lingua latina e della traduzione in lingua italiana: © G. Paolo Montini